mercoledì 25 gennaio 2012

UNA CHITARRA TZIGANA SUONAVA PER ME -



Il brano della settimana degli Autori di:
La Mente e il Cuore
"Una Chitarra tzigana suonava per me"


intrepida discesa
sconnessa e ripida
son caduto e poi rialzato
e poi caduto ancora
non sai il dolore che hai lasciato...
timidamente
cerco il tuo sguardo
sento ancora il calore del tuo corpo
in quel tango incandescente
che brucia nelle vene
al suono d’una chitarra impazzita tra le dita
che scuote anche l’anima
e ancora
e ancora e ancora…
giro intorno a te
m’inginocchio prendendoti la mano
m'avvicino ti cingo a me
le mie labbra sfiorano le tue
il nostro fiato s’unisce
ansimando
trepidando
sfuggendo
amando in un ballo infinito
e poi di colpo
sfuggi e scappi
t'allontani
mi lasci solo
nell’infinito destino che si destreggia
in un fiume infuocato
che brucia e mi domina
nell’eterna solitudine d’una canzone triste
suonata per me…






Le immagini usate per la realizzazione del video
 sono di © Chiara Lana




la motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:
 

Mancava fra gli autori che ho recensito Giuseppe Bellanca, meglio conosciuto nel nostro Salotto di Poesia La Mente e Il Cuore con l’alias inchiostrodamore, che molto si addice ad uno scrittore del suo spessore.

Il suo brano, Una chitarra tzigana suonava per me, premiato dalla nostra Redazione per Attimi di Poesia è un’opera coinvolgente, appassionata, densa d’amore e mestizia per il doloroso abbandono vissuto dal poeta.

I suoi versi rappresentano una cascata d’emozioni forti e travolgenti, di profondi sentimenti ed attrazioni fatali che uniscono due corpi ardenti, come le vermiglie figure di un tango, danzato fra le note etniche di violini e fisarmoniche tzigane.

Giuseppe va incontro ad un sentiero scosceso che conduce all’amore e alla passione, con audacia e con la saggia consapevolezza di precipitare, lungo le rocce di un cuore distratto e lontano, che gli provoca dolore.
Cade e pur si rialza nella speranza che s’apra un varco nel calore incandescente che ha fuso pelle e bocca.

E’ fiamma che brucia le vene e l’anima del nostro autore, in un turbinio infinito di malinconia e sfinimento per l’anelato e vano sentimento non corrisposto. Cerca continuamente e timidamente anche un solo sguardo che può lenire il dolore dell’abbandono.

S’apre uno squarcio sanguinante nello spirito di Giuseppe, scosso dal ricordo di labbra sfiorate, del fiato ansimante che trepida e sfugge.

S’allontana così il suo sogno d’amore, cede il passo al destino crudele, condannato alla solitudine soltanto per aver amato e bramato colei che resterà per sempre nel suo cuore una canzone triste, suonata solo per lui…

La musica è finita, ora è solo silenzio che fa male!

Una poesia stupenda, travolgente, rapisce e trascina il cuore del lettore in un passo frenetico e incalzante che toglie il fiato, fino alla fine.

Ringrazio Giuseppe Bellanca per averci donato una pagina così bella e un tango di versi accesi difficile da dimenticare.

Complimenti per il condiviso riconoscimento.

Gelsomina Shayra Smaldone.
commento redazionale a cura di  Ultimo0
  

Commosso ringrazio

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