Giuseppe Bellanca (pseudonimo
inchiostrodamore) nasce in un piccolo paese della Sicilia Orientale nelle
vicinanze di Taormina che egli definisce come:
“un luogo splendido che di per sé fa poesia attraverso
immagini, panorama e storia antichissima. Lo definirei come ambiente molto naif
dove artisti di ogni luogo si avvicinano ogni anno lasciando il loro segno
tangibile”.
La
sua gioventù è molto travagliata. La prematura
perdita del padre, i due anni passati in collegio, molto lontano dagli affetti
più cari, lo fanno crescere più in fretta rispetto ai ragazzi della sua età.
Ciò lo ha portato a sviluppare profondi sensi di malinconia e tristezza che,
gli ulteriori accadimenti della vita, hanno sicuramente accentuato. Ciò gli ha
permesso di sviluppare una sensibilità particolare che lo ha avvicinato alla
poesia.
D: Perché la scelta dello pseudonimo
inchiostrodamore , cosa rappresenta per te questo nick?
R: E’nato così improvvisamente da un sorriso
all’amore, l’ho fatto mio nell’identificazione di molte mie poesie che ne
decantano la bellezza e gli stati d’animo che l’amore crea.
D: Hai citato l’amore, un sentimento che ognuno di
noi vede con occhi particolari. Vorresti dirci cosa è per te l’amore?
R: L’Amore, per me è l’essenza primaria della vita.
Vita che genera vita attraverso milioni di molecole incontrollabili date dalle
sensazioni che sprigionano una magia che può durare un attimo o la vita intera.
D: Come definiresti la poesia, che cosa è per te?
R: Definisco poesia quell’inchiostro rosso che
intingi al centro del tuo cuore, lo bagni in continuazione creando quel fascino
misterioso di sensazioni d’amore, di dolore, di tristezza, di gioia, di
passione, d’inesattezze o di certezze, di utopie, che chiamo pillole per la
mente. Esse servono per cibarla, la rendono ingorda e famelica come una bestia
feroce pronta ad artigliare la preda.
D: C’è un filone, una tematica che prediligi
particolarmente?
R: Scrivo tutto ciò che colpisce la mia mente e la
mia fantasia, il mio palcoscenico è la vita che vivo e mi circonda nel mio
profondo intimo.
D: Da quanto tempo scrivi e cosa significa per te
scrivere?
R: Già da piccolo scrivevo piccoli pensieri, mi
piaceva fare bigliettini e lasciarli in ogni angolo della casa; i primi amori
suggellavano e plasmavano i miei pensieri, ricucendo i brividi emotivi del mio
cuore. Da 20 anni scrivo con intensità, ma sono gli ultimi 3 anni che mi hanno
maturato sensibilmente dal punto di vista poetico.
D: Da pochissimo tempo hai un blog, cosa ti ha
spinto ad averne uno?
R: E’ la mia casa virtuale, il luogo dove inserisco
ciò che mi è più caro, un salotto di lettura che rilassa e disseta la mia mente
ricucendo amori e ricordi, gioie e dolori, vita vissuta e vita che non mi
appartiene, ma che mi piace comunque raccontare a modo mio.
D: Cosa ti piace leggere, quali sono i tuoi generi
preferiti?
R: Leggo sempre la vita – quale libro più colto,
quante pagine questo libro, quale autore più completo. Nei miei preferiti,
“l’uomo animale” un genere che mi stupisce sempre.
D: Come nasce la tua ispirazione: da qualche
accadimento, da qualcosa che ti colpisce in modo particolare?
R: Le mie ispirazioni … Penso non ci sia un
qualcosa di particolare da cui traggo ispirazione, quando scrivo lo faccio di
getto ed in un minuto nasce la mia poesia, o meglio, l’idea di essa. Infatti
poi c’è il “lavoro di sistemazione” che è abbastanza lungo. Mi piace curare i
più piccoli particolari, deve essere “poesia”.
D: C’è una poesia a cui sei più legato e se sì,
vorresti spiegarcene il motivo?
R: ho scritto molte poesie, molti sono stati gli
argomenti che ho trattato. Ogni poesia è come se fosse un figlio a cui do vita
e che vedo cresce attraverso la lettura delle altre persone. Da quanto ho
affermato, ben si capisce quanto io sia legato a tutte le mie poesie.
Tuttavia, dovendo scegliere, considero “Un sorriso dal paradiso”,
dedicata a mia madre, come la più importante e “Le ferite del cuore”
come la più bella, perché s’addentra nella mia interiorità in modo molto
profondo.
Penso
quindi che valga la pena citare alcuni versi delle poesie nominate dall’autore,
incominciando proprio da “Un sorriso dal paradiso”.
In essa viene descritta la sofferenza della madre per l’assenza, “costretta da
eventi drammatici” dell’amato. Il legame affettivo e la condivisione, potevano
essere mantenuti solo attraverso le lettere, riposte e gelosamente custodite in
un cassetto. Nella parte centrale della poesia, si evince la difficoltà della vita
di questa donna che tanto amore ha dato i figli. Ed ecco che nella chiusa
traspare la restituzione di quell’amore scritto con l’inchiostro del cuore. Una
dote terrena da portare all’amato che da tempo attende in un’altra dimensione,
una sorta di pegno per la ricongiunzione celestiale che avviene attraverso il
figlio.
La guerra…
… la prigionia…
lettere d’amore
promesse di vita futura
parole scritte col cuore
conservate per tutta la vita
nel cassetto…
………………….
il tuo amore
quante volte ho letto
la tua tristezza
adesso sono qui
davanti la tua bara
mi avvicino al tuo viso
ormai freddo
ti bacio sulla fronte
ti sussurro dolcemente
mamma ecco le tue lettere
portale al tuo sposo
ti sorriderà.
… la prigionia…
lettere d’amore
promesse di vita futura
parole scritte col cuore
conservate per tutta la vita
nel cassetto…
………………….
il tuo amore
quante volte ho letto
la tua tristezza
adesso sono qui
davanti la tua bara
mi avvicino al tuo viso
ormai freddo
ti bacio sulla fronte
ti sussurro dolcemente
mamma ecco le tue lettere
portale al tuo sposo
ti sorriderà.
E
ora propongo uno sguardo ad alcuni versi che si riferiscono alla parte finale
di “Le ferite del cuore”. Dalla lettura di questa poesia,
si evince il dolore di un animo che sa di aver perso l’amore, eppure nei
pensieri esso è sempre più vivo che mai ed è impossibile da cancellare. Ciò è
dovuto alla presenza della persona amata che è pronta ad offrire il suo aiuto,
non vi è più amore in lei, poiché quel sentimento sì è trasformato in affetto
generando profonda amicizia:
……………………..
… passione esplosiva
che m’invade il corpo
al tuo pensiero
rubi il volo nel mio
tragitto
mi trafiggi mille volte e
mille volte ancora
rubi la mia essenza
scrivo pagine d’amore
nel mio diario del cuore
vorrei cancellarti
ma ti trovo sempre
qui a cullare
le mie lacrime.
… passione esplosiva
che m’invade il corpo
al tuo pensiero
rubi il volo nel mio
tragitto
mi trafiggi mille volte e
mille volte ancora
rubi la mia essenza
scrivo pagine d’amore
nel mio diario del cuore
vorrei cancellarti
ma ti trovo sempre
qui a cullare
le mie lacrime.
A me non rimane che ringraziare Giuseppe
Bellanca, alias inchiostrodamore, per la sua disponibilità e suggerirei ai
lettori di visitare spesso il suo blog. Sicuramente sarà felice di condividere
con voi le sue poesie e sarà ancora più felice se riuscirà a suscitarvi
pensieri ed emozioni.
Un grazie anche a voi che avete letto
Raggioluminoso
